Alzheimer, come si manifesta

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Alzheimer è un termine che si riferisce alla perdita di abilità intellettuali e di capacità mnemoniche tanto gravi da interferire con la vita di tutti i giorni. Questo morbo rappresenta oltre il 50% dei casi di demenza.

Al contrario di quanto molti credono, Alzheimer non è soltanto sinonimo di disorientamento, confusione e difficoltà del linguaggio, ma questa malattia è riconoscibile anche da una serie di sintomi fisici.

Spesso le manifestazioni fisiche appaiono molto prima di un’alterazione dello stato mentale, e possono fornire i primi indizi per una diagnosi di questa malattia sempre più frequente nella popolazione. Nelle pagine seguenti elenchiamo le diverse manifestazioni fisiche che potrebbero rappresentare un segnale d’allarme.

1. Spossatezza e sonnolenza anche di giorno

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Maggiore spossatezza e sonnolenza durante le ore diurne, qualche volta possono essere i primi campanelli d’allarme di una malattia incipiente. Secondo gli studi effettuati su pazienti con il morbo di Alzheimer, la motivazione e l’attenzione in queste persone diminuiscono, cedendo il posto a una costante stanchezza e a un crescente bisogno di dormire anche durante il giorno. Soggetti solitamente attivi si trasformano così in persone che trascorrono la giornata davanti alla tv o sonnecchiando, senza mostrare alcuna iniziativa per quanto riguarda le attività fisiche.

E per quanto riguarda la penichella quotidiana? Purtroppo, quando la voglia di penichella è dettata da un bisogno di recuperare il sonno notturno, questo può incidere sul progredire della malattia. Secondo una ricerca effettuata dalla Mayo Clinic in Minnesota, nel cervello di coloro che soffrono di sonnolenza durante il giorno, si verifica un più celere accumulo di beta amiloide, una proteina responsabili delle placche che vanno a distruggere le sinapsi cerebrali.

2. Cambiamenti d’umore

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Il morbo di Alzheimer può determinare nelle persone repentini cambiamenti di umore, fino a modificare la loro personalità. Può accadere che soggetti conosciuti per il loro comportamento equilibrato, con il procedere della malattia si mostrino improvvisamente ansiosi, sospettosi, spaventati o depressi.

È inoltre piuttosto frequente che un malato di Alzheimer diventi particolarmente suscettibile e reagisca negativamente a persone ed eventi, quando si trova fuori dalla sua zona di sicurezza e in ambienti, dove è costretto a confrontarsi con quanto non gli è familiare. Chi soffre di Alzheimer tende facilmente a irritarsi, quando la sua routine viene modificata o interrotta e sviluppa spesso dei modi specifici di fare le cose.

3. Smarrirsi in luoghi noti e ignoti

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Più della metà delle persone che soffrono di Alzheimer, ha problemi di orientamento – questo è quanto affermano gli studi effettuati dalla Alzheimer Association.

Chi soffre di questa grave forma di demenza, si smarrisce anche in luoghi che gli sono familiari e spesso avverte un impulso ingestibile di girovagare avventurandosi in luoghi sconosciuti. Perdere la strada che per una vita si è percorsi andando in posta o al mercato o anche non ritrovare la via di casa dopo una passeggiata, sono spesso queste le prime avvisaglie della patologia.

Per orientarsi nello spazio, il cervello ha bisogno di elaborare una grande quantità di informazioni, svolgendo così una delle attività cerebrali più complesse. Con l’invecchiamento questa abilità purtroppo spesso si deteriora, compromettendo la qualità della vita della persona fino a privarla della sua indipendenza.

4. Comportamenti ripetitivi

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Chi soffre del morbo di Alzheimer può non ricordare le azioni appena compiute, perché la sua mente non ne tiene traccia, e tende, di conseguenza, a ripeterle più e più volte. Questo esige quindi un alto livello di attenzione da parte di coloro che convivono con il malato e se ne prendono cura. La ripetitività nei comportamenti viene riscontrata già negli stadi iniziali del morbo di Alzheimer.

Secondo la British Alzheimer’s Society, questi comportamenti ripetitivi non sempre sono da attribuire a una semplice dimenticanza causata dal deterioramento delle cellule cerebrali e la sopraggiunta incapacità di conservare le informazioni, ma possono essere anche manifestazioni di stati emotivi come ansia, stress e noia. Quando si verificano dei comportamenti di questo tipo, gli esperti consigliano di distrarre la persona facendo in modo che questi vengano convogliati in un’attività piacevole.

5. Riduzione delle abilità motorie

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Un altro segnale da non trascurare consiste nella graduale riduzione delle abilità motorie. Nelle persone che si ammalano di Alzheimer, si evidenzia spesso una crescente difficoltà nel muovere correttamente le mani. Difficoltà nel chiudere un bottone della giacca, infilare il filo nell‘ago o scrivere con una calligrafia regolare, sono manifestazioni caratteristiche del morbo di Alzheimer.

Anche una differente modalità nella deambulazione come, per esempio, camminare facendo passi più corti o spostando le gambe da un lato, possono indicare che la malattia è in atto. Molte persone manifestano anche un frequente intorpidimento di braccia o gambe.

Va ovviamente tenuto presente che i sintomi qui elencati possono essere anche segnali di numerose altre patologie, come, ad esempio, il morbo di Parkinson. Quando si presentano. È comunque sempre opportuno andare a fondo della faccenda e individuarne la causa.

6. Difficoltà nelle attività più comuni

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Anche le attività più elementari, quelle che quasi automaticamente le persone sane svolgono, per il malato di Alzheimer si trasformano spesso in un problema.

Eseguire azioni semplici come preparare il caffè, suddividere i rifiuti per la raccolta differenziata, ma anche usare correttamente il telecomando per cambiare canale televisivo: tutto questi può diventare uno scoglio quasi insormontabile per chi ha l’ Alzheimer.

Questa malattia, come altre forme di demenza, lentamente compromette l’abilità della persona di organizzare, cominciare e portare a termine un’attività. Una routine quotidiana è il miglior modo per migliorare l’umore e ridurre ansia e agitazione di chi soffre di Alzheimer, perché gli trasmette un senso di rassicurante familiarità.

7. Insonnia

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Purtroppo il morbo di Alzheimer può influire negativamente anche sui ritmi del sonno e causare insonnia. Se anche non tutti i malati di questa malattia manifestano queste difficoltà, gran parte di loro modifica il ritmo del proprio sonno.

Se alcuni non riescono a chiudere occhio fino all’alba, altri improvvisamente invertono il giorno e la notte – in questi casi si parla di Sindrome dei Sundowners – e altri ancora dormono molto più a lungo di quanto fosse nelle loro abitudini, quando la malattia non si era ancora manifestata.

Recenti ricerche effettuate dalla Johns Hopkins University hanno constatato che questi disturbi di sonno sono legati ad un incremento nel cervello di amiloide-beta, una proteina che determina la formazione di placche nel cervello delle persone ammalate di Alzheimer.

8. La vista

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Merita particolare attenzione anche la presenza di seri problemi di vista che, delle volte, possono rappresentare un segnale d’allarme. Si tratta, in questi casi, di un’accentuata difficoltà a individuare i colori e a valutare correttamente le distanze.

Guardandosi allo specchio, può esserci inoltre la percezione che vi sia qualcun altro sia nella stanza, anche quando questo non corrisponde a vero, oppure potrebbe presentarsi la difficoltà di riconoscere se stessi nella figura riflessa

Questo tipo di segnali si distinguono dai normali problemi visivi che subentrano con l’età come, ad esempio, la presbiopia o l’inconveniente dei disturbi legati alle cataratte.

9. Svogliatezza e apatia

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Quando le forme di demenza, come l’Alzheimer, cominciano ad avere la meglio, succede che l’hobby che, fino a ieri, appassionava e regalava gioia e soddisfazioni, viene man mano accantonato.

Così la passeggiata nei boschi, la partita di bridge con gli amici o la serata trascorsa a ballare, viene annullata sempre più spesso. Perché il malato di Alzheimer perde la spinta emotiva fino a rinunciare a ogni forma di passatempo e di socializzazione, isolandosi dal mondo e chiudendosi in se stesso. Se anche il limite rispetto a una situazione nella norma non è ancora chiaro, è accertato che un’improvvisa mancanza di emozionalità, l’incapacità di intraprendere delle attività motorie e una marcata indolenza possono rappresentare i primi segnali d’allarme.