Una coppia decide di allevare la propria bambina in un luogo selvaggio. Ecco cosa succede.

Alain Degré e Sylvie Robert sono stati sicuramente dei genitori fuori dall’ordinario: la piccola Tippi poteva scorrazzare libera attraverso la giungla, senza che madre e padre la esortassero a coprirsi o a stare dentro, come spesso fanno i genitori nel timore che i loro cuccioli umani possano correre un pericolo.

Così la bambina francese, invece di giocare con una comitiva di coetanei o in solitudine davanti a un iPad, trascorreva le sue giornate in compagnia dei suoi amici selvaggi a quattro zampe.  Ovviamente mamma Sylvie e papà Alain non hanno saputo  resistere allo spettacolo unico che quei momenti di gioco e di felicità offrivano loro e li hanno spesso e volentieri catturati con l’obiettivo della loro macchina fotografica.

2. Amici grandi & grandi amici 

Tra gli amici preferiti di Tippi c‘erano gli elefanti. Cavalcare a dorso di quegli animali giganteschi o lasciarsi affettuosamente avvolgere dalla loro proboscide faceva parte delle dosi di coccole quotidiane della bambina.

Recenti ricerche hanno dimostrato che gli elefanti hanno coscienza delle proprie dimensioni e sanno adattarsi all’ambiente circostante, tenendo conto degli spazi a disposizione, capacità di cui un cucciolo umano dispone soltanto a partire dai due anni d’età. Gli elefanti sono inoltre noti per la buona memoria e la loro intelligenza. In poche parole, dispongono di tutte le caratteristiche che un amico deve avere: essere grande, intelligente, che sappia muoversi nel mondo e che…non si dimentica di te.

3. Dalle foto al libro

In realtà i genitori di Tippi si trovavano in Namibia principalmente per svolgere il loro lavoro, che consisteva nel  documentare, attraverso le immagini, l’affascinante natura di quelle terre. Spesso però l’orgoglio e l’amore per la piccola avevano la meglio sul senso di dovere. Sono quindi numerosi gli scatti che mostrano la bimba intenta a giocare con leoni e tigri o mentre cavalca struzzi ed elefanti. 

Era assolutamente prevedibile che le bellissime foto di Tippi in Africa diventassero in poco tempo virali e fu inevitabile che si decidesse di pubblicare queste originali fotografie raccogliendole all’interno di un libro. Questo porta il titolo Tippi: il mio libro dall’Africa.

4. Una piccola Mowgli

Le incredibili foto, pubblicate in rete e nel libro Tippi: il mio libro dall’Africa, pubblicato nel 1998, descrivono soprattutto l’educazione da fiaba di cui la bambina ha goduto crescendo in Namibia. Mentre la maggior parte dei bimbi può fare la conoscenza delle specie animali selvagge soltanto nei giardini zoologici, Tippi ogni giorno poteva toccarli, osservarli da vicino e addirittura giocare con loro in piena libertà.

Tippi è stata in questo modo, come lei stesso affermerà quando sarà una donna ormai, una bambina molto felice, seppure fuori dall’ordinario, una piccola Amazzone che persino la popolazione locale aveva accettato concedendo alla bimba e ai suoi genitori il raro privilegio di assistere a cerimonie e rituali.

5. Genitori incoscienti che espongono la figlia al pericolo?

Fino all’età di dieci anni, Tippi ha vissuto in Namibia, tra natura e animali selvaggi. I suoi contatti con le persone, come hanno dichiarato i genitori, erano piuttosto sporadici. Ovviamente ci si chiede se con quel tipo di  vita la piccola, circondata da tigri, coccodrilli, elefanti e ghepardi non fosse esposta eccessivamente al pericolo

Le dichiarazioni di mamma Sylvie e papà Alain in merito a ciò sono però rassicuranti: tutti gli amici quadrupedi di Tippi, dopo essere stati accolti nella fattoria, perché abbandonati o perché i loro genitori erano stati uccisi dai cacciatori, erano stati addomesticati. I genitori di Tippi non avrebbero certamente esposto la piccola al rischio di essere sbranata da una bestia inferocita, mentre si dedicavano a fotografarla nei suoi momenti di gioco. 

6. L’amore per la fotografia e… le rane

Bild: Ondrej Prosicky / Shutterstock.com

Come era prevedibile, da modella  involontaria di foto così spettacolari da aver entusiasmato gli utenti internet in tutto il mondo, Tippi si trasformerà in una giovane donna con la passione per la fotografia. Sceglierà anche di girare un film dal titolo “In giro per il mondo con Tippi” che si pone come obiettivo di insegnare ai bambini le nozioni fondamentali sugli animali selvatici, un argomento di cui è un’esperta. 

Eppure lei, che aveva trascorso tanti anni con gli animali selvaggi, in realtà considerava le rane i suoi animali preferiti. Chissà, magari anche la piccola Tippi nutriva segretamente la speranza che tra queste si celasse un bel principe che aveva subito l‘incantesimo di una strega malvagia. 

7. Vicini di casa a quattro zampe

Bild: Matva / Shutterstock.com

Gli amici a quattro zampe di Tippi Degre erano prevalentemente erbivori, come le giraffe dal passo elegante, gli enormi elefanti, i facoceri e  le zebre. La nazione africana che aveva accolto la piccola durante la sua infanzia, ospita però anche una fitta quantità di piccoli mammiferi come la mangusta e  gli sciacalli.

Nelle terre dove Tippi è cresciuta,  si possono trovare inoltre svariati tipi di serpenti come, ad esempio, il serpente zebra e la vipera cornuta, le velocissime lucertole, il ragno babbuino, il camaleonte e, ovviamente, le grandi rane che tanto piacevano a Tippi. D’altronde, si sa, non è la bellezza che conta, ma la simpatia.

8. Tippi e il mal d’Africa

Tippi, soprannominata da molti la vera Mowgli, dopo essere vissuta nella savana della Namibia, manterrà per tutta la vita un legame speciale con la natura e con l’Africa.  Anche dopo il suo ritorno in Europa, Tippi tornerà numerose volte in Namibia.

Non lo farà soltanto perché spinta da ragioni professionali, ma anche perché l’amore per quelle terre o, se si preferisce definirlo con un altro termine, il leggendario mal d’Africa non l’abbandonerà mai. Dai racconti dei suoi genitori si è venuto a sapere che, quando alla bambina era stato annunciato che sarebbe dovuta tornare a Parigi, questa si era chiusa nel silenzio per un mese intero, limitandosi a parlare esclusivamente con chi era dotato di  quattro zampe.

9. Un altro piano di comunicazione?

Bild: Ondrej Prosicky / Shutterstock.com

Nel suo libro, Tippi spiegherà che, quando viveva in Namibia, aveva sviluppato un particolare sistema che le consentiva di comunicare con i suoi amici a quattro zampe attraverso gesti e sguardi.

Gli strumenti di questa comunicazione, che si svolgeva su un piano diverso, non erano però soltanto gli occhi e il corpo di Tippi: era soprattutto il sentimento che la bambina metteva nel suo linguaggio a rendere questo comprensibile ai quadrupedi. Secondo quanto Tippi racconta nelle numerose interviste, gli animali non solo la comprendevano, ma rispondevano con movimenti e sguardo espressivo ai suoi messaggi. Era questo tipo di comunicazione speciale che aveva consentito alla bambina di entrare in contatto e di stringere amicizia con gli animali selvaggi che la circondavano.

10. Tippi, la marmotta 

Nel libro che racconta la meravigliosa esperienza di questa infanzia trascorsa a contatto con la natura e in completa libertà, Tippi spiega anche il significato del suo nome intero, un nome di cui va molto fiera: Tippi Benjamine Okanti Degré.

Tippi è il nome di Tippi Hedren, l‘attrice protagonista di Gli uccelli,  il capolavoro del maestro del brivido , Alfred Hitchcock, mentre Benjamin è il nome scelto in onore di un caro amico della famiglia Degré. Il nome che però più degli altri le sta a cuore, è Okanti, un nome che nella lingua Ovambo significa marmotta, un animale che le somiglia, perché si prende cura delle altre marmotte e perché ha il cuore tenero.

11. L’Africa non si può dimenticare

Oggi la figlia della coppia di fotografi naturalisti, Alain Degré e Sylvie Robert, ha quasi trent’anni e vive  in Francia. Nella sua casa parigina, tappeti, soprammobili e i tessuti le ricordano ogni giorno il paese dove ha lasciato una parte del suo cuore e dove è tornata più di mezza dozzina di volte, durante gli ultimi anni. 

La Tippi adulta è attivamente impegnata nei movimenti che si battono  per la conservazione della fauna selvatica e collabora nella produzione di molti documentari. Sulla sua pagina Facebook, come è ovvio che sia, la bambina che un tempo è stata ritratta in migliaia di meravigliose fotografie, continua a pubblicare le immagini dell’Africa.